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PASSAPORTO PER DE CHIRICO E IL PRIMO NOVECENTO
Anche per la mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile, verrà rilasciato lo speciale Passaporto con itinerari a tema e la possibilità di ottenere ingressi gratuiti per la visita alla rassegna di Palazzo Strozzi Il Passaporto per De Chirico e il Primo Novecento è una pubblicazione gratuita che la Fondazione Palazzo Strozzi offre ai visitatori della mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile (www.palazzostrozzi.org). Ha la forma di un vero e proprio passaporto e contiene molte informazioni e curiosità sulla mostra, oltre a mappe, itinerari e indicazioni utili per visitare musei, gallerie, collezioni, istituzioni, per permette ai visitatori di scoprire i tesori disseminati a Firenze e in provincia.
Il Passaporto illustra inoltre tutta la gamma di iniziative della Fondazione Palazzo Strozzi e delle maggiori realtà culturali fiorentine e toscane che distribuiranno il documento attraverso le proprie biglietterie.
Come funziona il Passaporto? Chiunque visiti i musei e le istituzioni aderenti all’iniziativa, o partecipi agli eventi collaterali legati alla mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus, può farsi apporre un timbro sul Passaporto. Presentando alla biglietteria di Palazzo Strozzi il Passaporto con 5 timbri, si ottiene un biglietto di ingresso gratuito alla mostra.
Un Passaporto analogo è pubblicato dalla Fondazione Strozzi per tutte le mostre. L’insieme della piccola, preziosa pubblicazione, forma una serie di speciali itinerari tematici destinati a far conoscere meglio Firenze e la Toscana. Un utile souvenir per i fiorentini e per i turisti più curiosi.

SPAZI E SOGNI
Palazzo Strozzi realizza per tutte le sue mostre una pubblicazione per il pubblico dei più piccoli, che prende spunto dalle speciali didascalie appositamente studiate per famiglie e bambini. De Chirico dipingeva piazze spazzate dal vento, figure solitarie, austeri edifici o statue collocate nello spazio, ma anche soggetti fortemente contestualizzati in interni ed esterni che illustrano le emozioni che provocano, e che influenzarono artisti come Max Ernst, Salvador Dalí Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Alberto Savinio e René Magritte. Il lavoro di questi artisti è caratterizzato da un’importante dimensione psicologica e solleva interrogativi circa il modo in cui percepiamo noi stessi. Il libro Spazi e Sogni − illustrato da Peter Sis, vincitore del Caldecott Award − attraverso le opere di De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus e altri, esplora la nostra esperienza di spazi, sogni e sensazioni di claustrofobia e agorafobia, il timore dei luoghi chiusi e dei grandi spazi.
Questo libro è per le famiglie: è scritto per gli adulti, per aiutarli a trovare nuove storie dedicate all’arte da raccontare ai bambini. Invita a esplorare la mente per scoprire, grazie a poesie, dipinti, commenti e conversazioni, i mondi visibili e invisibili che De Chirico ha contribuito a creare.
Per capire meglio come un architetto avverte gli spazi, il libro presenta un’intervista con Richard Meier, uno dei maggiori architetti contemporanei, che nel 1984 è stato insignito del Premio Pritzker per l’architettura e nel 2008, ha vinto la medaglia d’oro in architettura concessa dall’Accademia delle Arti e delle Lettere. Per esplorare la natura del sogno, il libro contiene anche un’intervista con Jonathan Miller, regista teatrale e di teatro musicale, autore, presentatore televisivo, umorista e scultore. Dopo gli studi di medicina ha cominciato a lavorare nel teatro musicale negli anni Settanta, e oggi è riconosciuto come uno dei registi d’opera più importanti del mondo, con numerose produzioni all’attivo, compreso il Rigoletto “mafioso” del 1982 ambientato a Little Italy, e svariate produzioni per il Maggio Musicale Fiorentino. Come parte della strategia dell’“ascolto visibile”, che invita nuove voci a commentare le mostre di Palazzo Strozzi, il libro presenta anche poesie di Michael Glover, poeta inglese, critico d’arte, scrittore e giornalista, e testi di Emily Warren, sedicenne studentessa inglese, che nel 2006 ha contribuito alla stesura delle didascalie per le famiglie e i bambini per la mostra Cézanne a Firenze a Palazzo Strozzi.
Pubblicato da Alias/Mandragora
Il Passaporto illustra inoltre tutta la gamma di iniziative della Fondazione Palazzo Strozzi e delle maggiori realtà culturali fiorentine e toscane che distribuiranno il documento attraverso le proprie biglietterie.
Come funziona il Passaporto? Chiunque visiti i musei e le istituzioni aderenti all’iniziativa, o partecipi agli eventi collaterali legati alla mostra De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus, può farsi apporre un timbro sul Passaporto. Presentando alla biglietteria di Palazzo Strozzi il Passaporto con 5 timbri, si ottiene un biglietto di ingresso gratuito alla mostra.
Un Passaporto analogo è pubblicato dalla Fondazione Strozzi per tutte le mostre. L’insieme della piccola, preziosa pubblicazione, forma una serie di speciali itinerari tematici destinati a far conoscere meglio Firenze e la Toscana. Un utile souvenir per i fiorentini e per i turisti più curiosi.

SPAZI E SOGNI
Palazzo Strozzi realizza per tutte le sue mostre una pubblicazione per il pubblico dei più piccoli, che prende spunto dalle speciali didascalie appositamente studiate per famiglie e bambini. De Chirico dipingeva piazze spazzate dal vento, figure solitarie, austeri edifici o statue collocate nello spazio, ma anche soggetti fortemente contestualizzati in interni ed esterni che illustrano le emozioni che provocano, e che influenzarono artisti come Max Ernst, Salvador Dalí Giorgio Morandi, Carlo Carrà, Alberto Savinio e René Magritte. Il lavoro di questi artisti è caratterizzato da un’importante dimensione psicologica e solleva interrogativi circa il modo in cui percepiamo noi stessi. Il libro Spazi e Sogni − illustrato da Peter Sis, vincitore del Caldecott Award − attraverso le opere di De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus e altri, esplora la nostra esperienza di spazi, sogni e sensazioni di claustrofobia e agorafobia, il timore dei luoghi chiusi e dei grandi spazi.
Questo libro è per le famiglie: è scritto per gli adulti, per aiutarli a trovare nuove storie dedicate all’arte da raccontare ai bambini. Invita a esplorare la mente per scoprire, grazie a poesie, dipinti, commenti e conversazioni, i mondi visibili e invisibili che De Chirico ha contribuito a creare.
Per capire meglio come un architetto avverte gli spazi, il libro presenta un’intervista con Richard Meier, uno dei maggiori architetti contemporanei, che nel 1984 è stato insignito del Premio Pritzker per l’architettura e nel 2008, ha vinto la medaglia d’oro in architettura concessa dall’Accademia delle Arti e delle Lettere. Per esplorare la natura del sogno, il libro contiene anche un’intervista con Jonathan Miller, regista teatrale e di teatro musicale, autore, presentatore televisivo, umorista e scultore. Dopo gli studi di medicina ha cominciato a lavorare nel teatro musicale negli anni Settanta, e oggi è riconosciuto come uno dei registi d’opera più importanti del mondo, con numerose produzioni all’attivo, compreso il Rigoletto “mafioso” del 1982 ambientato a Little Italy, e svariate produzioni per il Maggio Musicale Fiorentino. Come parte della strategia dell’“ascolto visibile”, che invita nuove voci a commentare le mostre di Palazzo Strozzi, il libro presenta anche poesie di Michael Glover, poeta inglese, critico d’arte, scrittore e giornalista, e testi di Emily Warren, sedicenne studentessa inglese, che nel 2006 ha contribuito alla stesura delle didascalie per le famiglie e i bambini per la mostra Cézanne a Firenze a Palazzo Strozzi.
Pubblicato da Alias/Mandragora
